Il Pallagrello: il vino del re

Grappoli di Pallagrello nero (black Pallagrello grapes)

Il Pallagrello è un vitigno raro: dalla bacca sia rossa che bianca, dal grappolo minuto e raccolto, dal passato regale e dal sapore inconfondibile. Originario della zona IGP Terre del Voltuno, deve il nome ai suoi acini simili a piccole palle: la gente del luogo lo ha chiamato per secoli ‘u pallarell.

Raccolto di Pallagrello bianco (white pallagrello grapes)

Forse portato dai Greci e probabilmente noto ai Romani, qualcuno lo identifica con l’antica uva Pilleolata. Il momento di maggior splendore fu l’inizio dell’Ottocento, quando Ferdinando IV di Borbone lo fece impiantare nella sua Vigna del Ventaglio, sdraiata ai piedi del monte S. Leucio e divisa in 10 spicchi uguali.

Un folto grappolo di Pallagrello bianco (white Pallagrello grapes)

Chiamato allora Pedimonte Bianco e Pedimonte Rosso, gli furono dedicati due spicchi della vigna. Fu piantato anche in altri appezzamenti del re, dove il passaggio era severamente vietato, e fu sempre presente alla tavola dei Borbone. Per questo divenne famoso come “Vino del Re”.

Dopo due secoli di abbandono, solo recentemente il Pallagrello è stato riscoperto e inserito nel Registro Nazionale delle varietà di viti.

Un grosso grappolo di Pallagrello nero

Nelle nostre vigne coltiviamo entrambe le varietà di quest’uva antichissima, delicata e mediamente produttiva. Vendemmiamo il Pallagrello bianco nell’ultima decade di settembre e con i suoi acini giallo paglierino creiamo il Calu’, dalle deliziose note fruttate. Il Pallagrello Nero, vendemmiato a fine ottobre, regala il Montecardillo, vino rosso rubino con note di sottobosco.